Social eating

Social eating: indovina chi viene a cena?

Vuoi provare l’esperienza del social eating. E poi, chi trovo a tavola?, ti chiedi.

Il social eating si sta diffondendo anche in Italia, sulla scia delle esperienze in America e in altri paesi europei. Cene, pranzi, colazioni per poche persone, realizzati con estro e fantasia in casa propria. Molto apprezzati da turisti stranieri che conoscono, così, più da vicino la vita in un altro paese, mangiando cibi di qualità a prezzi ragionevoli e in un ambiente familiare e genuino.

5 motivi per scegliere il social eating:

1.Conosciamo nuove persone in poco tempo e in un’atmosfera familiare, rapporti che probabilmente sarà più facile coltivare nel tempo.

Non è come sui social, dove spesso si è connessi con sconosciuti, e non è nemmeno come al ristorante, immersi tra la gente ai tavoli. Ci capita di osservare scelte e comportamenti dei nostri vicini, ma rimarranno la maggior parte delle volte degli estranei. Negli home restaurant la conoscenza è fatta di concretezza, le persone sono accanto a noi, con la propria storia, la condivisione di un luogo familiare che diventa narrazione di noi. Non è difficile che le conoscenze diventino amicizie, e qualche volta anche qualcosa di più. È capitato a miei conoscenti di trovare addirittura l’amore della vita o di stringere proficui rapporti di lavoro. Se non dovesse succedere e non vi interessa che accada, potrete comunque sperimentare alternative al “sempre connesso” e rafforzare i legami sociali, scoprirvi diversi.

2.Riscopriamo il piacere di un piatto lento e la narrazione della sua preparazione.

Vi sarà capitato di visitare dei luoghi e scoprirne le tradizioni culinarie, che non ritrovate poi al ritorno in città. Ebbene, potreste scoprire che nella cena a tema c’è proprio quel piatto, quel dolce squisito provato in vacanza in Italia o all’estero, ma ancora più genuino forse. E il cooker vi racconta la preparazione, fino all’impiattamento. Potreste ritrovarvi a gustare, oltre al piatto, anche l’atmosfera dei momenti che l’hanno portato fino a voi, ora immersi in un’esperienza di memoria presente e multisensoriale.

3.Potremmo ritrovare una ricetta della nostra infanzia e gustarla con nuovi commensali.

Riscoprire vecchie ricette, quelle della nonna, i cui ingredienti sono rimasti segreti nelle tradizioni di famiglia, rivisitate con un’inedita preparazione. E narrarsi i reciproci ricordi, condividerne la nostalgia e la bontà, riacquistandone il sapore, il sapore della condivisione di sé stessi.

4.Ricostruire rapporti con il mondo vero.

A chi non è capitato di uscire da una relazione e ritrovarsi soli, magari abbandonando la comitiva di sempre in cui si ritrova il/la tua/o ex, e non aver voglia di frequentare da soli locali affollati in cui tutti ti osservano come una bestia rara. L’home-restaurant è una valida e suggestiva esperienza, in cui puoi andare da solo e ritrovarti a vivere il piacere della convivialità, e di costruire nuovi legami.

5.Sperimentare il piacere di un’esperienza dove il cibo non ti farà mai male.

Stai seguendo una dieta o soffri di particolari intolleranze e in città non trovi un locale che soddisfi le tue esigenze, senza sacrificare il gusto? In un home restaurant puoi riscoprire il piacere di mangiare il tuo cibo preferito, senza rinunce, semplicemente accordandoti col cooker. O magari mangi solo vegano, macrobiotico, e sei stanco di preparare in casa monotoni piatti, o ti manca semplicemente il tempo. Approfitta delle serate dedicate ai tuoi gusti.

Grazie al social eating riscopriamo il piacere della relazione davanti al piatto che preferiamo e che in città non cucina più nessuno.

 

Articolo di Imma Tomay – super sostenitrice di Foody!

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